Tip & Trip

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#ThePowerful Impact of Food Thoughts & Emotions

In these extraordinary days of changes, we are not living just as passive witnesses but as the main characters of this evolutionary progress. Taking responsibility of this knowledge requires unprecedented urgency towards transformation than ever before in the history of our planet. Higher consciousness and awareness on the importance of interactions of the three pillars that form what we are: mind, body and spirit, inevitably takes us to a deeper desire to explore the how’s and why’s of the capital importance that food, thoughts and emotions exert on our wellbeing. Being grounded in our identity, cultural heritage, and traditions makes us the stewards of the trajectory of the history of one particular group of people, community, or geographical area. At the same time, surrendering to a global phenomenon that overrides limits and barriers and that touches those deeper cords as a human beings, that has a lot to do with our historical challenges, is just as crucial. Exploring the pathways of these transformations in consciousness could be simultaneously challenging as well as exciting. Getting a deeper understanding of how food, thoughts and emotions play a powerful role not only in the quality of our wellbeing but also on who we chose to become, is a priority that we cannot avoid anymore.

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#LoveToTravel

Il modo di viaggiare ha subito una vera e propria rivoluzione in pochi decenni fino a diventare una nuova dipendenza nell’ambito del consumismo. Sempre di più sentiamo la necessità di fuga dalla morsa delle pressioni sociali e dalla paralizzante routine quotidiana. Non ci si interroga sulle leve inconsce che creano il desiderio ma l’importante è assecondare le nostre esigenze sul modello della ‘meritata vacanza’, senza vedere che, una volta appagato il bisogno, esso torna a farsi risentire condizionandoci anche nelle scelte dei budget familiari. Tuttavia spesso si cade nella tentazione di riprodurre il nostro setting mentale che richiama la nostra esasperata routine anche a centinaia, se non migliaia, chilometri da casa. Ho conosciuto persone che da moltissimi anni si recano sempre nello stesso isolotto dell’arcipelago delle Maldive, facendo sempre le stesse cose e spostando anche lì gli stessi drammi quotidiani che vivono a casa. La paura di uscire dalla propria Zona di Conforto è comune a molte persone. Ci vuole molto coraggio, passione, intelligenza e creatività per osare ad allargarne i confini. Eppure, la migliori cose nella vita accadono proprio quando ci si apre ad una visione nuova e si decide di lasciare a casa i timori ed i pregiudizi nei confronti del nuovo e del diverso. Estendere la nostra Zona di Conforto ci apre alla possibilità di superare i nostri limiti e aumentare la nostra consapevolezza e percezione su noi stessi e il mondo che ci circonda. La tendenza a riprodurre dei microcosmi che ci fanno sentire più sicuri porta ad un inevitabile appiattimento in cui il reale beneficio della vacanza è più illusorio. Impariamo dunque a diventare i migliori compagni di viaggio di noi stessi, solo così potremo esserlo anche con gli altri e allarghiamo i nostri orizzonti, la nostra routine sarà molto più ricca.

LiberiDiVolare

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#LetItGo

Quante volte in occasione dei cambi degli armadi, dopo averli alleggeriti un po’, ci sentiamo soddisfatti e appagati? Pulizia e ordine nel guardaroba corrispondono all’esigenza di armonia e chiarezza interiore. Per ricevere qualcosa di nuovo o che desideriamo da tempo, bisogna creare lo spazio. Spesso, rimanere aggrappati ai ricordi, ai rancori, ai rimpianti o ai rimorsi, ci ostacola dal poter vivere il presente e ci blocca dal poter ricevere i regali che la vita può avere in serbo per noi. Quello che ci spinge all’attaccamento è la paura. La stessa paura che gestisce le nostre leve emotive inchiodandoci a guardare ossessivamente al passato. Imparare a lasciare andare, a prescindere dalle ragioni o dalle ingiustizie subite, ci conduce solo a un’immensa libertà. Eliminando i rifiuti che invadono la nostra psiche, liberiamo uno spazio mentale da poter utilizzare come una risorsa preziosa in ambiti più costruttivi e creativi della nostra vita. Ogni attaccamento a oggetti, persone o situazioni che non contribuiscono al nostro benessere, ci impedisce dal ricevere qualcosa di nuovo e, con ogni probabilità, molto più bello e appagante di quello che con perseveranza tratteniamo. Troppo spesso l’abitudine ci appiattisce. L’ignoto fa paura e crediamo che il controllo eviti lo smarrimento e il caos. Invece è proprio la paura a nutrire il nostro malessere usando il controllo come una maschera. Staccare la presa richiede coraggio e ci ripaga rinforzando la fiducia in noi stessi e nella vita. Lasciar andare non deve essere una speranza o un caso, ma una scelta consapevole. Apriamoli questi armadi e iniziamo a selezionare ciò che non ci serve più. Senza indugiare sui vestiti rimossi che iniziano a formare una pila, creiamo lo spazio a nuove stagioni e a nuovi stilisti.

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#Holiday&WellBeing

La sensazione è quella di una bustina di tè immersa nell’acqua bollente. Diluendo lentamente la sua essenza nell’acqua, la tinge di scuro quasi a volersi alleggerire. Così ci si sente arrivando a Kamalaya. Un resort un po’ nascosto a un ora di guida dall’aeroporto dell’isola di Koh Samui, in Tailandia. Carichi delle nostre trame esistenziali, ci si ritrova lì, in quel punto quasi sperduto del pianeta, in una zona di richiamo turistico di vario genere, in un santuario del benessere che accoglie, in una sacra e rispettosa privacy, ospiti provenienti da tutto il mondo. I percorsi offerti sono molteplici e spesso personalizzati in seguito ad un’accurata visita medica. L’orologio sembra rallentare eppure il tempo scorre in fretta in un paradosso mistico quasi assurdo. Dall’alimentazione detox, yoga, meditazione e massaggi terapeutici e riequilibranti per ogni esigenza, ai corsi di cucina Thai in versione sana e naturale. Tutti decomprimono anche solo con lo stare lì senza far nulla di particolare, almeno qualche blocco emozionale e nella peggiore delle ipotesi, i più resistenti, tornano a casa con solo qualche chilogrammo di meno e una leggera radiosità che li accompagnerà per qualche settimana. Pur non essendo un posto per tutti, tutti sono i benvenuti. Tuttavia, per ottenere il massimo beneficio, consiglio di non andare ne in coppia ne con amici e tantomeno con la famiglia perché è un posto fantastico da vivere ed esplorare in solitudine per entrare in contatto con la propria interiorità. Vi assicuro che a meno che non lo vogliate, non starete da soli. Si può cenare o fare la prima colazione al tavolo dedicato alla condivisione in cui vi potrà accadere di sedere accanto ad uno dei più famosi registi di Hollywood, a un noto scrittore di Best seller di fama mondiale, una editor o un’attrice famosissima nel suo paese. E dopo aver iniziato a eliminare i primi strati di tossine accumulate dai modi di pensare, i pregiudizi e le convinzioni limitanti, inizierete a scoprire la parte più vulnerabile di voi che in realtà vi rende molto più interessanti.

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#ComePerMagiaUnPoDiIronia

In una cornice tra ambiguità ed equivoco la raffinatezza dell’ironia è data dal dosaggio del esagerazione che ne è l’ingrediente principale. Nelle relazioni, può essere uno strumento molto utile per alleggerire tensioni o imbarazzi perché l’ironico possiede una straordinaria capacità di uscire da se stesso o da una situazione in cui è coinvolto ed assumere uno sguardo panoramico enfatizzando gli aspetti paradossali e grotteschi. La comunicazione ironica può anche essere non verbale quando l’ingrediente dissimulante, in contrasto con le aspettative sociali, culturali o contestuali, può variare nella misura in cui vi è un bisogno più o meno profondo dell’individuo di esprimere qualcosa di se stesso mettendo le emozioni al centro attraverso una procedura speculativa. Come Socrate che con la sua presunta ignoranza smaschera la sapienza altrui, la comunicazione ironica stana, attraverso i giudizi e le reazioni dei soggetti con cui ci si relaziona, la presunta disponibilità e apertura o le gabbie mentali, sociali e culturali degli individui. Ciò potrebbe diventare un’ottima strategia per capire le persone nuove con cui ci relazioniamo, visto che una violazione delle aspettative crea inevitabilmente degli effetti immediati sul partner che potrebbero essere dei preziosi indizi sulla sua sicurezza. Prendersi meno sul serio e condividere l’ironia altrui è sinonimo di coraggio e grande apertura. A volte può non solo tutelare lo spazio personale ma anche rinegoziare i significati fra i partecipanti in un contesto relazionale ambiguo. Se ben dosata è dunque creativa, stimolante e positiva. Attenzione però a riconoscere gli eccessi che rischiano, invece, di sconfinare nel sarcasmo, le cui frecciate pseudo-ironiche sono sempre dannose perché feriscono chi ne è l’oggetto e rivelano una reattività, chiusura, solitudine e bisogno di accettazione del mandante che indossa il sarcasmo come una maschera per nascondere un risentimento verso le sconfitte della vita. Mentre gli ironici sono lucidi, acuti, sensibili e creativi, i sarcastici, illudendosi di essere ironici, sono pungenti, sottili e demolitori nel tentativo di proiettare le loro frustrazioni sugli altri. Un po’ di sana ironia, dunque, fa bene alla salute.